Cetara

Da cetarius (grosso pesce, tonno) il borgo è noto per l’ultima tonnara in attività in costiera e per la flotta di pescherecci. Il suo pescato viene lavorato in laboratori artigianali a conduzione familiare.

Borgo del gusto, grazie all’attività dei suoi ristoratori, che hanno lanciato un prodotto unico, la colatura di alici, inventata quasi per caso dai monaci, presidio slow food il cui marchio è stato riconosciuto dal ministero dell’agricoltura, un liquido ambrato ottenuto dal processo di essiccamento delle alici adottato in tutta l’alta ristorazione.

Per scoprire il paese occorre scendere dalla strada verso le spiagge e godere della splendida struttura urbanistica araba. Qui i pirati saraceni vi si stabilirono per quasi un secolo.

Nella Chiesa di S. Pietro Apostolo (988), vi è sepolto il pescatore Grandonetto Ausilio Di Cava che portò in salvo da Salerno a Napoli il Principe Federico, secondogenito di Re Ferdinando I d’Aragona nel 1845, scampato così alla Congiura Dei Baroni.

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